Pranayama
Pranayama è un termine sanscrito che significa “dominio del soffio vitale”.
Nello yoga tradizionale si ritiene che il soffio vitale o Prana possa essere regolato attraverso il controllo del respiro. Pranayama è pertanto il nome che si dà a una serie di tecniche respiratorie.
La ricerca scientifica ha mostrato come il respiro può influenzare la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna, la risposta allo stress, i livelli di cortisolo. Alcune tecniche sembrano avere effetti diretti sull’equilibrio ormonale e sul sistema immunitario. Alcuni studi (e l’antica saggezza orientale) ipotizzano che un respiro lento possa favorire perfino la longevità.
Il respiro è l’unica funzione del sistema nervoso autonomo che è sia involontaria che controllabile consapevolmente.
Nel sonno e quasi sempre anche da svegli non abbiamo necessità di agire sul respiro, ma possiamo trattenerlo, cambiarne il ritmo, inalare o esalare dalla bocca o dal naso.
Lo yoga è respiro. “Chiunque può respirare, dunque chiunque può fare yoga” diceva il maestro T.K.V. Desikachar.
La pratica più semplice e accessibile, prima di introdurre i vari Pranayama, è l’osservazione: come respiro? Dove lo sento? Sono a mio agio con il respiro involontario o lo sento ristretto, agitato, insufficiente? L’ascolto del respiro è la premessa per qualsiasi pratica yoga. Si può continuare percependo o favorendo la respirazione “diaframmatica” (o “addominale”), quella “toracica”, quella “completa”.
Il Pranayama più facile è il cosiddetto respiro “quadrato” (Sama Vritti, stesso movimento), nel quale inspirazione ed espriazione sono della stessa durata. E poi a seguire numerose tecniche più o meno complesse che offrono possibilità infinite di variazione. Tutte aiutano la concentrazione, l’attivazione parasimpatica, il “lasciare andare”.
Nel lavoro che facciamo insieme, il Pranayama è a volte un esercizio a sé, svolto in posizione seduta o sdraiata. Oppure può essere integrato nel movimento, nelle posizioni, nei passaggi.
In ogni forma di Yoga, in ogni lezione o sessione individuale, il respiro è il fondamento della pratica.
il prana
Nell’induismo, il Prana è il soffio o la forza/principio vitale che permea ogni cosa, animata e inanimata.
“È la totalità delle energie universali, per cui esso esiste su tutti i livelli della manifestazione.”
Per il gli antichi greci era “pneuma", per i latini “anima”, per i cinesi “Qi”.
Una definizione occidentale di Qi, che possiamo applicare anche al Prana, è “materia sul punto di diventare energia” e “energia sul punto di diventare materia”.
Né solo materia né solo energia, in uno stato di perenne trasformazione, movimento, vibrazione, che si manifesta in tutto il creato, negli esseri viventi e inanimati, ovunque e in ogni momento.
Piccolo glossario